Magistratura Democratica
Restituire valore al dibattito civile rendendo accessibile ciò che appare distante: è stata questa la richiesta di un gruppo di magistrate e magistrate affiliati a Magistratura Democratica, una delle correnti interne dell'Associazione Nazionale Magistrati (ANM), che ci ha contattati per gestire la campagna di comunicazione social in vista del referendum sulla giustizia tenutosi il 22 e 23 marzo 2026.
Sensibilizzare per proteggere: gli obiettivi strategici
La nostra sfida è stata alimentare una nuova consapevolezza collettiva attorno ai temi della riforma giudiziaria, spostando i quesiti referendari dal piano dei tecnicismi a quello della tutela democratica. Abbiamo lavorato sulle due principali piattaforme dell’ecosistema Meta, Facebook e Instagram, in un’ottica di massimizzazione dell’engagement rate per trasformare l’interazione digitale in un atto di partecipazione consapevole.




Nuova comunicazione, nuovi account, nuova identità
Abbiamo iniziato lavorando sulla brand identity dei nuovi profili, che ha portato alla nascita di md_tutti: un naming pensato per funzionare anche come username, che racchiude la sigla di Magistratura Democratica ma che si presta a essere interpretato anche come “magistratura di tutti”. Tradotto in logotipo, include un elemento di prossimità: il sorriso, per accorciare ulteriormente le distanze tra l’istituzione il cittadino.




È tutta questione di Semplici Diritti
Il claim "Semplici Diritti" è il cuore pulsante dell’intera operazione e incarna il cuore del messaggio veicolato poi dalla campagna, funzionando come promemoria di un fatto molto semplice: ogni riforma dell’ordinamento ha ricadute dirette sulla tutela dei diritti fondamentali di ognuno. È un messaggio che parla di concretezza, trasparenza e impegno civile e lo fa in maniera semplice, diretta e veloce.
Doppia strategia: advertising e contenuti organici
Per massimizzare i risultati, abbiamo adottato una strategia a doppio binario che ha combinato investimento pubblicitario e valore organico. Su entrambe le piattaforme, abbiamo creato contenuti "specchietto" da sponsorizzare, studiati per bypassare i limiti imposti da Meta sulla sponsorizzazione di temi sociali e politici e portare traffico ai profili. Qui, la content strategy organica aveva il compito di convertire gli utenti in follower e stimolare la loro partecipazione alla conversazione su temi del referendum.




Piano editoriale e contenuti
La strategia editoriale è nata a partire dalla definizione delle buyer personas ed è proseguita con lo sviluppo di linee editoriali precise. In questo senso, centrale è stato lo sviluppo dei “Case study”, caroselli dedicati a casi giudiziari reali che hanno permesso di rendere tangibili i rischi della possibile vittoria del Sì. A corredo, approfondimenti dedicati agli aspetti più tecnici della riforma e una partnership settimanale con l’illustratore Giorgio Romagnoni.
I risultati
La campagna ha generato un impatto misurabile, che testimonia il successo di un approccio orientato alla qualità del contenuto: la visibilità complessiva ha superato quota 1,8 milioni di visualizzazioni sui due canali social, permettendo al progetto di intercettare oltre 406.000 utenti unici netti. Il loro coinvolgimento è confermato dall’Engagement Rate medio del 17%, con performance specifiche del 16,66% su Instagram e del 17,19% su Facebook.




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